come eravamo     alcune foto dagli inizi del '900 agli anni '60

 
ANNI '10
 
All'inizio del secolo scorso l'economia del paese basata sull'agricoltura poteva contare sulla presenza di due mulini ad acqua posizionati sul Po tra Bonizzo e Revere. I mulini natanti funzionarono fino agli anni '30. Nella foto di destra, del 1911, l'inaugurazione del monumento a Re Umberto I nella piazza di Bonizzo. Da lý a pochi anni l'Italia avrebbe partecipato al primo conflitto mondiale: Bonizzo e Borgofranco pagarono un tributo di 48 vittime di guerra.
 
ANNI '20
 
Negli anni '20 a Bonizzo si contavano oltre 500 abitanti. Dell'elevato numero della popolazione ne sono testimonianza le numerose fotografie delle classi elementari del tempo. La scuola materna ed elementare di Bonizzo, costruita all'inizio del '900 nella piazza del paese, Ŕ stata per circa 70 anni luogo di formazione per i bambini del paese. Chi proseguiva gli studi si spostava poi a Revere per l'avviamento professionale oppure a Ostiglia per le scuole medie. Tra i maestri che hanno dato lustro all'istruzione primaria bonizzese, la maestra di scuola materna Aldemaride Ogliani e i maestri elementari Bianca Mantovani, Albina Taddei ed Elio Franzini. 
 
ANNI '30
 
Le famiglie bonizzesi della prima metÓ del '900 si caratterizzavano per l'elevato numero dei componenti che talvolta raggiungeva e superava anche le trenta unitÓ. Una caratteristica legata in particolar modo alla necessitÓ di manodopera nel lavoro dei campi a cui si dedicava l'intera famiglia. Nella foto di sinistra la famiglia Barbi che con i suoi 36 componenti conduceva in affitto il fondo Torelli. A destra il numeroso gruppo di bambine ritratte in occasione della prima comunione; il muro alle loro spalle univa in quegli anni la chiesa alla canonica.
 
ANNI '40
 
La seconda guerra mondiale richiam˛ alle armi anche molti bonizzesi. Il paese visse in prima linea la a liberazione del '45 con la ritirata dei tedeschi e il passaggio delle truppe alleate tra il 22 e il 24 aprile. I militari americani si stanziarono nelle campagne in attesa dell'attraversamento del Po che avvenne proprio all'altezza di Bonizzo su un ponte di barche. Al termine del conflitto, Bonizzo e Borgofranco contarono 14 militari caduti e dispersi, 3 martiri della libertÓ (Ado Barbi, Iginio Bardini, Ugo Roncada) e 14 caduti civili per bombardamenti ed altri eventi bellici. Nelle due foto sopra, la chiesa prima e dopo il bombardamento del 12 aprile 1945, nel corso del quale persero la vita tre persone.
Sotto, un documento esclusivo reperito negli Stati Uniti dal sig. Amadio Facchini: la fotografia scattata dal comando militare del Genio Pontieri statunitense durante la realizzazione del ponte sul Po. Sullo sfondo Ŕ riconoscibile l'abitato di Bonizzo.
 
 
ANNI '50
 
Il decennio post-bellico vide una generalizzata ricostruzione ed ammodernamento del paese. Nell'agricoltura fu introdotta la macchina trebbiatrice che spostandosi di corte in corte velocizz˛ e rese pi¨ agevole la trebbiatura del grano. A destra alcune lavandaie impegnate nel bucato sulla riva del Po. Le acque del grande fiume e dei canali bonizzesi erano a quel tempo molto pulite ed era diffusa la balneazione nel periodo estivo tanto che sorsero nella zona anche diverse colonie.
 
ANNI '60
 
Gli anni sessanta furono gli anni del boom economico e dello sviluppo industriale. A Bonizzo sorse la "Fiberplast Italiana" con uno stabilimento volto alla costruzione di scafi in vetroresina (nella foto a sinistra, l'esposizione presso la fiera di Ostiglia). Un importante evento interess˛ la parrocchia di Bonizzo nel 1963: la torre campanaria della chiesa fu dotata di 5 nuove campane che iniziarono a scandire le principali ricorrenze liturgiche. Dapprima a funzionamento manuale, le campane sono state elettrificate negli anni '90. 
 
ANNI '70
 
Era ancora frequente negli anni settanta vedere transitare lungo l'argine del Po pastori con numerosi greggi di pecore. A destra, una delle ultime classi (anno 1974) che frequentarono le scuole di Bonizzo. Sotto, altre due foto con alcuni giovani dei primi anno '70.
 
 

Un sentito ringraziamento a quanti hanno contribuito alla raccolta delle fotografie,

 in particolar modo a Odomilla Preti, Amadio Facchini, Gianni Forapani, Luigi Bassi, Luciano Boselli, Nicola Cosentino.