il paese     presentazione ufficiale del paese di Bonizzo    
 
Bonizzo, località di Borgofranco sul Po, si trova in Provincia di Mantova, sulla riva destra del fiume Po. E' situato ad un'altitudine di 14 metri s.l.m., ha un clima semicontinentale-umido con estati calde ed afose ed inverni piuttosto freddi. Fenomeno frequente durante i mesi invernali è la nebbia (tipica della Pianura Padana).

La popolazione attuale è di circa 200 persone, distribuite tra il centro del paese e le abitazioni rurali della campagna circostante. L'attività principale è l'agricoltura con coltivazioni tradizionali (mais, frumento, barbabietole) alle quali si sono affiancate coltivazioni di soia, pomodori, meloni e angurie. Sono inoltre presenti alcuni frutteti, in particolare di pere. Il territorio bonizzese conta inoltre alcuni allevamenti di bovini e pollame. Tra le attività artigianali ed industriali, spiccano quelle nel settore meccanico.

 
 
  Tra i residenti risulta diffusa nel periodo autunnale ed invernale l'attività venatoria e la ricerca di tartufi. Il territorio si caratterizza infatti per la presenza della varietà tartufigena "Tuber Magnatum Pico", il tartufo bianco pregiato. Per questa peculiarità, Bonizzo unitamente all'intero territorio di Borgofranco sul Po costituisce la "Valle del Tartufo Mantovano" e il comune di appartenenza è stato inserito nel 1999 nella ristretta e prestigiosa associazione "Città del Tartufo". La ricerca del tartufo, effettuata tradizionalmente con l'ausilio dei cani, si svolge in prevalenza nelle aree boschive ed arginali a ridosso del fiume Po e del canale Reggiano ove si trova un'area riservata ai membri dell'associazione "Trifulin Mantuan" che ha sede proprio a Bonizzo presso il locale Circolo Ricreativo.
 
L'edificio di maggior interesse storico-artistico è la Chiesa Parrocchiale che si ritrova a ridosso dell'argine del Po. Dedicata a San Giacomo Apostolo, fu consacrata il 31 agosto 1550. Nel corso della sua storia la struttura fu più volte danneggiata. Nell'agosto del 1785 un turbine di eccezionale potenza la distrusse unitamente alla canonica. Negli anni che seguirono, tra il 1788 e il 1789 i due edifici furono completamente ricostruiti. Una nuova e parziale distruzione si ebbe nel corso del secondo conflitto mondiale: il 12 aprile 1945 la Chiesa fu colpita durante un bombardamento.

Dal 2001 al 2005, a seguito del ritiro dall'attività pastorale dell'anziano parroco Don Giacomo Beltrami, le funzioni religiose sono state celebrate dal titolare della vicina parrocchia di Carbonara di Po Don Franco Bugada, sostituito nel 2005 da Don Lino Azzoni. Dal 2009 Bonizzo è stata inserita nell'Unità Pastorale di Revere sotto la guida di Don Paolo Azzini.

 
 
  All'interno della Chiesa di Bonizzo è presente una preziosa tela attribuibile alla scuola di Giulio Romano. In essa sono raffigurate l'Assunzione della Beata Vergine Maria e San Giacomo Maggiore attorniato dagli altri Apostoli. Curiosa la storia del suo ritrovamento: rimossa dall'interno della Chiesa durante l'ultimo conflitto mondiale per proteggerla da eventuali danneggiamenti, fu rinvenuta soltanto alla fine degli anni '80, arrotolata nella soffitta della canonica. Successivamente fu affidata alla Sovrintendenza dei Beni Artistici per il suo restauro, tornando nella sua originaria collocazione soltanto negli anni '90.

Numerose sul territorio bonizzese le manifestazioni di religiosità. Di una certa rilevanza storico-artistica sono le edicole situate in località Marcelle e in località Casoni ed alcune nicchie votive presso abitazioni private.

 
   
 
Come in molti altri paesi rivieraschi, fiorente era anche a Bonizzo l'attività molitoria sul Po. A fine '800 due mulini galleggianti posizionati tra Bonizzo e Revere a circa 40 metri dalla riva macinavano, sfruttando la corrente del fiume, i cereali degli agricoltori della zona. Nel 1936, con l'avvento dell'elettricità, la macinazione si sposta sulla terra ferma. A Bonizzo il mulino elettrico di via Capo di Villa (ora via Ado Barbi), proprietà di Giovanni Preti, continuerà ininterrottamente la sua attività fino agli anni '80.

Oggi il mulino, che ancora conserva i macchinari di un tempo, raccoglie reperti archeologici, memorie ed attrezzi agricoli del passato, costituendo un vero e proprio museo della Civiltà Contadina. La sua sala principale è anche sede dell'annuale convegno sulla Tartuficoltura.

 
 
  Dopo la chiusura dei due bar del paese ("Osteria della Ione" e "Bar da Athos"), a metà degli anni '90 la comunità ha trovato un importante centro di aggregazione nel Circolo Ricreativo Bonizzese.

La struttura è stata acquistata ed assemblata con profondo impegno da buona parte delle comunità ed è stata inaugurata nel giugno del 1996. Oggi conta un numero di soci superiore agli stessi bonizzesi, grazie alla calda ospitalità riservata agli abitanti dei paesi limitrofi e ai numerosi extra-muros che periodicamente tornano nel loro paese di origine. La struttura e l'area circostante sono sede di numerose feste e manifestazioni, sportive e gastronomiche, che si susseguono durante l'intero corso dell'anno.

 
L'area attigua al Circolo Ricreativo Bonizzese è attrezzata con un parco giochi per i più piccoli e con un campo sportivo illuminato.

Durante l'estate la struttura ospita tornei ad 8 giocatori che vedono impegnate numerose squadre della zona, in numero crescente di edizione in edizione.

   
 
Seguono alcune foto del paese: