la storia     dal periodo romano al XIX secolo
 
PERIODO ROMANO   Sulla base dei ritrovamenti si può affermare che Bonizzo abbia avuto un significativo insediamento di età romana. Il reperto più interessante fu trovato il 20 luglio 1879: un'anfora di terracotta contenente ossa combuste, frammenti di lancia e schegge di lamina. Può farsi risalire all'epoca romana anche l'origine del nome. "Bonitium, castrum Bonitii" deriverebbe dal gentilizio romano Bonitius: la famiglia romana che possedeva terre nel vicus di Bonizzo e che avrebbe poi lasciato il nome alla località. Nell'immagine a fianco, alcuni reperti di età romana rinvenuti nei pressi di Bonizzo.  
 
MEDIOEVO   Bonizzo si trova citato per la prima volta in un documento del 997 d.c.  In esso l' Imperatore Ottone III concede al Vescovo di Mantova "diritti sulle terre di Revere, Quistello, Quingentole, Poggio, Bonizzo, Penaroli e Sermide". Nel 1220 Bonizzo è citato in un atto di investitura dell'Abate di Felonica. Il nome "Bonitium" si trova menzionato anche in documenti datati 1388. Nel 1484 i marchesi di Mantova per sorvegliare le acque divisero il territorio di loro competenza in degagne: Bonizzo insieme a Carbonarola, Villanova e Borgofranco faceva parte della degagna di Carbonara. Il paese di Bonizzo compare anche nella Galleria delle Carte dei Musei Vaticani.  
 
RINASCIMENTO   A partire dal 1500 la parrocchia di Bonizzo comprendeva un ampio territorio: Borgofranco, Bonizzo, parte di Carbonara e Magnacavallo, Zello, Ronchi e Correggioli. Nel 1616 il prete di Bonizzo, a motivo della vastità della parrocchia, viene nominato arciprete. Nel 1648 l'oratorio di Borgofranco, dipendente dalla Chiesa di Bonizzo, ottiene lo smembramento e quindi l'autonomia religiosa. Nell'immagine a lato è possibile osservare l'abitato di Bonizzo riportato in una stampa sulle irrigazioni del mantovano datata 1737.  
 
XIX SECOLO   L'evento più significativo e disastroso del 1800 fu la rotta del Po avvenuta la notte del 12 novembre 1839. Il Po ruppe l'argine in località Ronchi di Bonizzo aprendo una breccia larga 750 metri. Le acque in alcuni luoghi raggiunsero persino i 9 metri di altezza ed allagarono 470 km quadrati di territorio fino alle zone di Burana, Pilastri, Stellata e Bondeno. Nella stampa, Bonizzo durante la ricostruzione.